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alè

Ciao Max,

 

sono in ufficio (e lavoro!) e inaspettatamente mi sei venuto in mente.

Ma ti ricordi quando sbraitavo che volevo fare la rivoluzione? Io non voglio ritrovarmi a 60 anni

dire ai miei figli che il futuro è ora nelle loro mani e che hanno l’opportunità di cambiare le cose

che non vanno.

 

Ma la mia di opportunità cazzo?

E io cosa ho fatto?

Ho solo sproloquiato?

 

Vedi, ho solo bisogno di sapere chi aveva ragione.

Chi aveva ragione quando più di qualcuno mi diceva che ero matta.

 

Tu una volta mi hai messo in guardia. Di stare attenta agli inganni del crescere.

Ma non sono cambiata. Sono sempre io e sono felice.

 

Ho dei bei sogni e spero per il mio di futuro.

Sono riuscita a conciliare, anche con estrosità, la vita reale, il lavoro, con le cose che ho

dentro, coltivandole.

 

La verità è che non credo più nella rivoluzione e credo di godermi la vita, di compiere un

percorso, finchè non guarderò il mondo da una sedia a dondolo.

 

La verità è che io una persona come te non l’ho mai conosciuta.

Una persona con cui sognare. e mi piace pensare che se fossimo esistiti nello stesso luogo,

avremo fatto qualcosa di bello. La vera rivoluzione non è impugnare le armi e fare la guerra,

ma fare tanto casino quanto basta da far capire alle altre persone che speravano di

ncontrare qualcuno con cui condividere quell’esigenza di giustizia, che finalmente si può

sognare insieme.

Quel casino che ribalta le realtà fino a snocciolare la verità, e far cambiare le idee alle

persone. O farle emergere.

 

Far crescere le idee in nome di qualcosa che ancora non ho trovato, Max.

 

Non sopporto le crociate e gli ideali puri. Mi basterebbe vivere una vita che mi permetta di

essere una persona vera. Una donna vera. Con qualche ideale sporco.

 

È che i sogni da soli non volano.

È che i miei sogni non hanno un nome e si rifiutano di prenderne uno.

 

Non mi sto guardando indietro. Sono felice e ci credo in me.

Però spero davvero che un giorno, prima di salire su quella sedia a dondolo, la incontri

davvero una persona come te.

Pubblicato il 19/1/2010 alle 13.15 nella rubrica Diario.

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